La fotobiomodulazione intranasale significa applicare luce rossa e vicino infrarosso (NIR) direttamente nelle narici, dove la mucosa sottile e riccamente vascolarizzata si trova a pochi centimetri dalla base del cervello. È una delle vie più brevi attraverso cui la terapia a luce rossa raggiunge il cervello, insieme all'applicazione sulla fronte, dove uno studio pilota del Massachusetts General Hospital ha ridotto il punteggio di ansia di quasi il 60% in 8 settimane. In NeuroGenesis DNA usiamo per questo rituale il dispositivo di terapia a luce rossa per naso e orecchie, e qui sotto ti spiego, da psicologa e neuroricercatrice, cosa succede nel tuo cervello e cosa mostrano, onestamente, gli studi.
In breve
- La luce rossa (intorno a 630-660 nm) e il NIR (810-850 nm) vengono assorbiti dai mitocondri dei neuroni e supportano la produzione di energia (ATP), la circolazione cerebrale e una risposta antinfiammatoria. Il meccanismo è spiegato nella guida completa alla terapia a luce rossa.
- Attraverso il naso, la luce rossa aggira gran parte dell'osso del cranio. Le simulazioni citate da Salehpour e collaboratori (2020) mostrano che una sorgente posta nella cavità nasale consegna più energia alla corteccia prefrontale ventromediale, un'area chiave per la regolazione delle emozioni, rispetto a una posta sulla fronte.
- Ansia: nello studio Maiello (2019), 8 settimane di terapia con luce NIR sulla fronte hanno abbassato il punteggio di ansia HAM-A da 16,75 a 6,83 punti, e il tempo di addormentamento si è ridotto in modo significativo.
- Sonno: una revisione sistematica del 2025, con 17 studi, mostra che le evidenze per sonno e vigilanza sono promettenti, ma ancora agli inizi. I risultati migliori compaiono quando la terapia a luce rossa fa parte di una routine costante di calma.

Che cos'è la fotobiomodulazione intranasale?
La fotobiomodulazione intranasale è l'applicazione di luce rossa o vicino infrarosso, a bassa intensità, tramite una piccola sonda inserita delicatamente nella narice. Non scalda e non taglia il tessuto: la luce rossa viene assorbita dalle cellule e ne modifica il metabolismo energetico.
Il termine viene dalla letteratura scientifica, dove compare come "intranasal photobiomodulation" (i-PBM). La revisione pubblicata su Reviews in the Neurosciences nel 2020 da Farzad Salehpour, Michael Hamblin, Paolo Cassano e collaboratori descrive questa via come un metodo non invasivo per portare la terapia a luce rossa più vicino al cervello, usata da sola o insieme a dispositivi applicati sulla testa.
In studio, le persone mi chiedono spesso: "Perché attraverso il naso?". La risposta sta nell'anatomia, ed è più semplice di quanto sembri.
Come arriva la luce rossa al cervello attraverso il naso?
In breve: sopra la cavità nasale si trova la lamina cribrosa, una sottile placca di osso, e subito sopra di essa stanno il bulbo olfattivo e la parte inferiore dei lobi frontali. La luce rossa deve attraversare molto meno osso rispetto alla fronte.
Il cranio è un filtro potente. Negli studi su cadavere citati da Salehpour, solo lo 0,5% della luce a 633 nm e il 2,1% della luce a 830 nm attraversano un centimetro di osso frontale e tessuto. Per questo, le modellazioni Monte Carlo della stessa revisione hanno mostrato che una sorgente di luce posta vicino alla lamina cribrosa consegna la maggiore quantità di energia alla corteccia prefrontale ventromediale e alla corteccia orbitofrontale ventromediale, rispetto all'applicazione sulla fronte.
Perché conta per come ti senti? La corteccia prefrontale ventromediale è uno dei "freni" dell'amigdala, il centro di allarme del cervello. Quando funziona bene, puoi sentire un'emozione intensa senza esserne travolto. Quando è stanca o sovraccarica, lo stress sembra più grande di quanto sia e il sonno diventa frammentato.
C'è anche una seconda via. La mucosa nasale ha moltissimi capillari, con sangue che scorre relativamente lento. Gli autori della revisione osservano che l'irradiazione del sangue attraverso il naso può avere anche effetti sistemici, tramite le cellule del sangue, che possono contribuire agli effetti osservati sul cervello.
| La via | Dove arriva la luce | Cosa sappiamo dagli studi |
|---|---|---|
| Intranasale (naso) | Base dei lobi frontali, bulbo olfattivo, capillari della mucosa | Studi piccoli e serie di casi, di norma con 633 nm o 810 nm, spesso combinati con l'applicazione sulla testa |
| Transcranica (fronte) | Corteccia prefrontale, attraverso l'osso | Studi pilota su ansia e depressione, con NIR 810-830 nm |
| Pannello sul corpo | Pelle, muscoli, circolazione, effetti sistemici | La maggior parte degli studi: pelle, recupero, articolazioni, sonno negli atleti |
Gli studi sul cervello sono ancora pochi e piccoli. Mostrano una direzione chiara, ma non sostituiscono la valutazione e il trattamento raccomandati dal medico o dallo psicoterapeuta.
Cosa fa la luce rossa nei tuoi neuroni?
La luce rossa e il NIR vengono assorbiti dalla citocromo c ossidasi, un enzima dei mitocondri. Il risultato è più ATP, più flusso sanguigno locale e un segnale antinfiammatorio, come descrive Michael Hamblin nella sua revisione del 2016 sulla fotobiomodulazione del cervello.
Il tuo cervello consuma circa un quinto dell'energia del corpo, anche se pesa circa il 2% del suo peso. I neuroni sono tra le cellule più "affamate" dell'organismo. Quando vivi per mesi interi in stress cronico, con cortisolo alto e poco sonno, i loro mitocondri lavorano in modalità di emergenza. Di come lo stress lasci tracce fino a livello del DNA abbiamo scritto nell'articolo su stress cronico e telomeri.
La terapia a luce rossa non "calma" forzatamente il sistema nervoso, come fa un sedativo. Piuttosto supporta le risorse energetiche dei neuroni, e un cervello con più energia regola più facilmente emozioni, attenzione e ritmo sonno-veglia.
La terapia a luce rossa aiuta con l'ansia? Cosa dicono gli studi
La risposta diretta: gli studi pilota di Harvard e del Massachusetts General Hospital mostrano riduzioni importanti dell'ansia dopo la terapia a luce rossa e NIR applicata sulla testa, ma i gruppi sono piccoli e servono studi più ampi.
Schiffer e collaboratori, 2009 (Behavioral and Brain Functions). Dieci pazienti con depressione maggiore e ansia hanno ricevuto una sola sessione di luce NIR a 810 nm sulla fronte, 4 minuti su ciascuna delle due zone. Dopo 2 settimane, il punteggio di ansia HAM-A era sceso in media di 14,9 punti, e dopo 4 settimane di 9 punti. Il punteggio di depressione HAM-D è sceso di 13,2 punti a 2 settimane.
Maiello e collaboratori, 2019 (Photobiomodulation, Photomedicine, and Laser Surgery). Quindici persone con disturbo d'ansia generalizzato si sono applicate da sole, a casa, luce NIR a 830 nm sulla fronte, ogni giorno, per 20 minuti, per 8 settimane. In chi ha completato lo studio, l'ansia è scesa da 16,75 a 6,83 punti sulla scala HAM-A. Un dettaglio che mi interessa molto come psicologa: anche il tempo di addormentamento si è ridotto in modo significativo.
La via intranasale. La revisione Salehpour (2020) descrive il caso di una persona che ha usato luce NIR a 810 nm in entrambe le narici per 22 mesi. Man mano che le sessioni sono diventate più frequenti, i sintomi di ansia sono diminuiti di circa tre volte sul questionario dell'ansia. È un singolo caso, quindi lo leggo come un segnale, non come una prova.
Il quadro d'insieme. Una meta-analisi pubblicata su Frontiers in Psychiatry nel 2024 (Ji e collaboratori), con 11 studi randomizzati e 407 partecipanti, ha rilevato che la fotobiomodulazione riduce i sintomi depressivi, con un effetto moderato. Gli autori dicono chiaramente che gli studi sono ancora pochi e che serve ulteriore ricerca. Per uno sguardo generale sulle evidenze, leggi anche l'articolo Terapia a luce rossa: benefici e cosa mostrano gli studi.
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Scopri il dispositivoLa terapia a luce rossa può migliorare il sonno?
Sì, ci sono buoni segnali: in diversi studi, le persone si sono addormentate più in fretta e hanno riferito un sonno più riposante. Le evidenze sono però agli inizi, e il momento della giornata e la dose contano.
La sintesi più recente, pubblicata nel 2025 su Frontiers in Behavioral Neuroscience da Gaggi e collaboratori della NYU e del Mount Sinai, ha analizzato 17 studi su sonno e vigilanza dopo la fotobiomodulazione del cervello. La loro conclusione: ci sono evidenze crescenti che sonno e veglia possano migliorare, ma non tutti gli studi sono positivi, e la letteratura è "ancora agli inizi". Gli stessi autori osservano che, in alcune persone, la terapia a luce rossa è risultata piuttosto attivante.
La serie di casi pubblicata da Saltmarche e collaboratori (2017), con 5 pazienti con demenza da lieve a moderata, ha usato 12 settimane di luce NIR a 810 nm, per via intranasale e sulla testa. Oltre al miglioramento del punteggio cognitivo MMSE in media di 2,6 punti, le famiglie hanno riferito un sonno migliore, meno ansia e meno scatti di rabbia.
Negli atleti, lo studio di Zhao e collaboratori (2012, Journal of Athletic Training) ha mostrato che 14 serate di terapia a luce rossa su tutto il corpo, 30 minuti ciascuna, hanno migliorato la qualità del sonno e il livello di melatonina in giocatrici di basket. Se vuoi un pannello per la sera, ma anche per pelle e recupero, il pannello portatile CORE 120 è un'opzione compatta per il comodino.
Cosa significa per te, in pratica: se dopo la sessione ti senti più sveglio, sposta il rituale al pomeriggio. Se ti senti morbido e tranquillo, la sera è il tuo momento.
Come costruisci il tuo rituale serale per il cervello?
Il rituale più efficace è quello che ripeti: 10-15 minuti di terapia a luce rossa, nello stesso posto, più o meno alla stessa ora, con il telefono lontano. Per il cervello, la costanza è essa stessa un segnale di sicurezza.
Da psicologa, vedo ogni giorno quanto sia difficile fermare la mente la sera con la forza di volontà. Funziona molto meglio attraverso il corpo. Un rituale fisso dice al sistema nervoso che la giornata è finita, e il cervello impara l'associazione in poche settimane, proprio come impara qualsiasi abitudine.
| Il momento | Cosa fai | Durata | Perché aiuta |
|---|---|---|---|
| La sera, 60-90 minuti prima di dormire | Il dispositivo per naso e orecchie, sdraiato o in poltrona, luci calde nella stanza | 10-15 minuti | La luce rossa supporta l'energia dei neuroni, mentre la posizione e la quiete preparano il passaggio al sonno |
| Durante la sessione | Respirazione lenta, con l'espirazione più lunga dell'inspirazione, guidata da CALM One | qualche minuto | L'espirazione lunga attiva il nervo vago e abbassa la frequenza cardiaca |
| Dopo la sessione | Niente schermi, luce soffusa, stanza fresca | fino al sonno | Proteggi la secrezione naturale di melatonina |
Se noti che il rituale ti attiva, spostalo al pomeriggio. Per durate e frequenze per ogni tipo di dispositivo, vedi anche la guida quanti minuti di terapia a luce rossa al giorno.
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Scopri CALM OneChe ruolo ha la sonda per le orecchie?
La sonda per le orecchie rende il rituale più completo e più rilassante, ma gli studi sul cervello citati qui hanno usato la via intranasale e l'applicazione sulla fronte. Te lo dico direttamente, perché la fiducia si costruisce sui dati, non sulle promesse.
Molti dei nostri clienti usano entrambe le sonde nella stessa sessione: il naso per la via verso il cervello, le orecchie per una sensazione di quiete e di "disconnessione" che li aiuta a restare fermi per i 10-15 minuti. Dal punto di vista psicologico, proprio questa pausa, senza telefono e senza stimoli, è una parte importante del beneficio.
La fotobiomodulazione intranasale è sicura?
Sì, alle basse intensità dei dispositivi per uso domestico, la terapia a luce rossa intranasale è considerata un metodo non invasivo e ben tollerato. Alcune regole semplici ti aiutano a usarla correttamente:
- Inserisci la sonda delicatamente, solo all'ingresso della narice, e puliscila dopo ogni uso.
- Non usare il dispositivo su una mucosa irritata, con lesioni o subito dopo un intervento al naso.
- Se sei incinta, soffri di epilessia, prendi farmaci fotosensibilizzanti o segui un trattamento psichiatrico, parlane prima con il medico.
- La terapia a luce rossa può integrare la psicoterapia e il trattamento, ma non li sostituisce. Se l'ansia condiziona la tua vita quotidiana, chiedi l'aiuto di uno specialista.
Domande frequenti
Che cos'è la fotobiomodulazione intranasale?
La fotobiomodulazione intranasale è l'applicazione di luce rossa o vicino infrarosso, a bassa intensità, direttamente nella narice. La luce rossa raggiunge la mucosa riccamente vascolarizzata sotto la base del cervello, dove l'osso è molto più sottile che sulla fronte, e supporta il metabolismo energetico delle cellule.
La luce rossa aiuta con l'ansia?
Gli studi pilota sono incoraggianti. Nello studio Maiello del 2019, 8 settimane di luce NIR a 830 nm applicata sulla fronte hanno ridotto il punteggio di ansia HAM-A da 16,75 a 6,83 punti. I gruppi sono però piccoli, e la terapia a luce rossa integra, non sostituisce, la psicoterapia o il trattamento medico.
La terapia a luce rossa aiuta con il sonno?
Ci sono buoni segnali. Una revisione sistematica del 2025, con 17 studi, mostra evidenze crescenti per un sonno e una veglia migliori, ma anche che la letteratura è ancora agli inizi. Nello studio Maiello, il tempo di addormentamento si è ridotto in modo significativo dopo 8 settimane.
Per quanto tempo si usa il dispositivo per naso e orecchie?
Il rituale consigliato è di 10-15 minuti al giorno, preferibilmente alla stessa ora. La costanza conta più della durata: gli studi pilota sul cervello, come quello di Maiello, hanno usato sessioni quotidiane per diverse settimane.
È meglio usare la luce rossa al mattino o la sera?
Dipende da come reagisci. Alcune persone si sentono più calme e si addormentano più facilmente dopo una sessione serale, altre si sentono più sveglie. Se dopo la sessione ti senti attivato, sposta il rituale al pomeriggio e tieni la sera per la respirazione lenta e la luce soffusa.
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Scopri il dispositivo per naso e orecchieSull'autrice: Liliana Cristea
Psicologa e neuroricercatrice, Co-Founder e CSO di NeuroGenesis DNA. Liliana studia il legame tra cervello, emozioni e corpo e spiega in modo semplice cosa succede nel sistema nervoso sotto stress, nell'ansia e nel sonno, perché ogni persona possa costruirsi routine che la aiutino davvero.
Leggi anche
- La guida completa alla terapia a luce rossa
- Stress cronico e invecchiamento: cosa succede ai telomeri
- Quanti minuti di terapia a luce rossa al giorno
Fonti
- Salehpour F, Gholipour-Khalili S, Farajdokht F et al. Therapeutic potential of intranasal photobiomodulation therapy for neurological and neuropsychiatric disorders: a narrative review. Rev Neurosci. 2020;31(3):269-286. PubMed
- Maiello M, Losiewicz OM, Bui E et al. Transcranial Photobiomodulation with Near-Infrared Light for Generalized Anxiety Disorder: A Pilot Study. Photobiomodul Photomed Laser Surg. 2019;37(10):644-650. PubMed
- Schiffer F, Johnston AL, Ravichandran C et al. Psychological benefits 2 and 4 weeks after a single treatment with near infrared light to the forehead: a pilot study of 10 patients with major depression and anxiety. Behav Brain Funct. 2009;5:46. PubMed
- Saltmarche AE, Naeser MA, Ho KF, Hamblin MR, Lim L. Significant Improvement in Cognition in Mild to Moderately Severe Dementia Cases Treated with Transcranial Plus Intranasal Photobiomodulation: Case Series Report. Photomed Laser Surg. 2017;35(8):432-441. PubMed
- Gaggi NL, Parincu Z, Peterson A et al. Enhancing sleep, wakefulness, and cognition with transcranial photobiomodulation: a systematic review. Front Behav Neurosci. 2025;19:1542462. PubMed
- Ji Q, Yan S, Ding J et al. Photobiomodulation improves depression symptoms: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Front Psychiatry. 2024;14:1267415. Frontiers
- Hamblin MR. Shining light on the head: Photobiomodulation for brain disorders. BBA Clin. 2016;6:113-124. PubMed
- Zhao J, Tian Y, Nie J, Xu J, Liu D. Red light and the sleep quality and endurance performance of Chinese female basketball players. J Athl Train. 2012;47(6):673-678. PubMed
Le informazioni hanno scopo educativo e non sostituiscono il parere del medico. I dispositivi di terapia a luce rossa NeuroGenesis DNA sono destinati al benessere e non sono destinati alla diagnosi o al trattamento di malattie. Se ti confronti con ansia, insonnia o depressione, chiedi il sostegno di un medico o di uno psicoterapeuta.






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